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Primavera nera
Io sono lo spazio nero in cui irrompono le gemme con angoscia - Henry Miller -
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Son Lux - "Easy" (Official Video)

2 commenti


17:33



Ken Wong - MISTAKEN IDENTITY

Arte 0 commenti



16:55



Cuba libera

Cuba libera, Letteratura 0 commenti

Tu, che avresti festeggiato libero tra le strade...


"IO" – Reinaldo Arenas

Io sono quel bambino dalla faccia rotonda e sporca
che ad ogni angolo ti infastidisce con il suo
"mi dai una monetina?"
io sono quel bambino dalla faccia sporca
certamente non voluto
che da lontano contempla gli autobus
in cui altri bambini ridono forte
e fanno salti molto grandi
io sono quel bambino antipatico
certamente non voluto
con la faccia rotonda e sporca
che sotto gli enormi lampioni
o sotto le puttane anch'esse illuminate
o davanti alle fanciulle che sembrano levitare
proietta l'insulto della sua faccia tonda e sporca
io sono quel bambino di sempre arrabbiato e solo
che ti lancia l'insulto di quell'arrabbiato bambino di sempre e ti avverte
se ipocritamente mi accarezzerai sulla testa
io coglierò l'occasione per rubarti il portafoglio
io sono quel bambino di sempre
davanti al panorama di terrore imminente
lebbra imminente, pulci imminenti,
di offese e di crimine imminente.
Io sono quel bambino disgustoso che improvvisa un letto
con un vecchio scatolone e aspetta, certo,
che verrai con me.


23:11



L'inconveniente di essere nati - Emil Cioran

Books, Letteratura 0 commenti

"Da quando sono al mondo" - quel da quando mi pare gravato di un significato così spaventoso da diventare insostenibile.

Noi non corriamo verso la morte, fuggiamo la catastrofe della nascita, ci affanniamo, superstiti che cercano di dimenticarla. La paura della morte è solo la proiezione nel futuro di una paura che risale al nostro primo istante.

La prova migliore di quanto l'umanità stia regredendo è l'impossibilità di trovare un solo popolo, una sola tribù, in cui la nascita provochi ancora lutto e lamenti.

So che la mia nascita è un caso, un incidente risibile, eppure, appena mi lascio andare, mi comporto come se fosse un evento capitale, indispensabile al funzionamento all'equilibrio del mondo.

Aver commesso tutti i crimini, tranne quello di essere padre.

Il vero contatto tra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.

[...]ogni malessere non è altro che una esperienza metafisica abortita.

Ho tutti  i difetti degli altri, eppure quello che fanno mi pare inconcepibile.

Avremmo dovuto essere dispensati dal trascinare in corpo. Bastava il fardello dell'io.

Era al di sopra di tutti , ma questo non dipendeva da lui: aveva semplicemente dimenticato di desiderare...

Esistere sarebbe un'impresa assolutamente impraticabile se smettessimo di attribuire importanza a ciò che non ne ha.

Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.

Non volere essere più uomo. .. sognare un'altra forma di degradazione.


11:03



Rotterdam

My photos, My poetries, Pensieri nel vento, Rotterdam 2 commenti

Spazio e geometrie si alternano
Gli occhi si perdono nella vastità
Curiosi
Trovano riposo tra i riflessi sull'acqua
Quando il sole si spegne
Dietro splendidi orizzonti


22:41



Capitalismo

My poetries, Pensieri nel vento 0 commenti

Sono un oca ingozzata di denaro
Con i piedi inchiodata al suolo
Vomito frasi ferree per rigurgitare sul capitalismo estremo
Padroni con meretici,
Mille volte puttana per un viso donato
Sporco
Registro le vibrazioni su corde vocali
Ripetizioni infinite per umiliazioni quotidiane
Tu che schiava rifuggi da ingranaggi
Schiacciata muori
Con un cuore donato da amore vuoto
Quotidiano


23:40



0 commenti

"È diventato difficile trovare vestiti che si adattino, sono costretta a comprarli nei negozi per bambini. I blue jeans che indosso, ne ho due paia, ma di due taglie diverse, sostituiscono la bilancia. Nel momento in cui li indosso so ormai esattamente di essere ingrassata o dimagrita di pochi etti. Conosco a memoria il mio corpo, lo tocco ogni momento per rendermene conto, per controllarlo. È attraverso questo che ho la sensazione di controllare tutto il resto."

Tutto il pane del mondo - Fabiola De Clercq




23:07



8 maggio 2016

Heart, Pensieri nel vento 0 commenti

Grandi gocce di rugiada scorrono giù da gli angoli, gli occhi sono fiori appassiti carichi di acqua il cui peso diviene insostenibile. Ogni lacrima porta dentro una ferita impossibile da vedere a chi non l’ha generata. 
Il luogo di consolazioni e discordie è il letto su cui la luce del mattino porta energie per nuove albe, l’oscurità della sera rivela solo la tristezza in cui affoga l’irrisoluzione quotidiana.
Emerge sempre la  ferita dell’abbandono in una terra sconosciuta, il taglio netto con le ancestrali energie, il susseguirsi di parole che divengono solo grovigli con le lacrime. 
Provo a scioglierle portandole al Tuo orecchio, scivolano sul pavimento poiché sei impenetrabile. Tra le mie mani, che ansiose le raccolgono, divengono sempre più scure. Ho le mani imbrattate e il cuore colmo di lacrime, pronto a spingerle in ogni cellula, galvanizzandole con tutto il suo malessere. 
Durante questa mia sottile attività, crolli nel buio, finché sospeso fra tele oscilli tra il vuoto e le tue ragioni. 
Resto sveglia a dilaniare gli occhi con lame, a martoriarli, per impedirgli di vedere la distruzione del castello rutilante della nostra vita. Scaglierei tutta la rabbia che hai innescato in me, la butterei fuori come fiamme di drago, ma ho solo lacrime. Nient’altro.
Ti donerei gli strumenti per recidere e liberarti da cordoni che ti vincolano, condizionano. Hai la mente dentro un loop ossessivo, il frastuono che produce non fa sentire altro.
Sei un bruco cristallizzato dentro la sua crisalide. Hai arrestato ogni processo, hai travolto tutto con il bolo dell’insano lavoro. Hai travolto i nostri abbracci, hai travolto il nostro amore.
Hai travolto le palpebre costringendole ad una chiusura serrata, cieco vivi. Non vedi neppure la lenta morte a cui mi stai condannando. A cui condanni te stesso.


02:06



Modena

Arte, Letteratura 0 commenti

Modena, con la sua struttura circolare, l'avrei vista anche più volte dall'alto di un aereo decollato da Bologna e diretto a nord; l'avrei immediatamente riconosciuta per la torre della Ghirlandina e per il colore dei suoi tetti e sempre, schiacciando il naso sull'oblò, mi sarebbe accaduto di ripensare a quel periodo, un pò selvatico, in cui la Via Emilia era la prateria delle mie scorribande solitarie e le sue città erano i luoghi e le mura di un mio desiderio giovanile.

Un weekend postmoderno - Pier Vittorio Tondelli


22:51



Pensieri nel vento 0 commenti

Fuori piove, le nubi spostandosi producono dei tuoni. L'acqua che cade e tocca le cose mi mette tristezza,mentre gli uccelli chiamano ancora primavera con il loro canto.


16:48



Alda Merini, Arte 1commenti

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.
L’infinito tendeva
ori e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.
Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l’oceano.
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
E la pioggia piangeva
sciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.

Alda Merini


21:03



0 commenti

Vedere una signora con una pelliccia sulla spalle,  le zampe percettibili mi hanno ricordato l'animale vivo, mi ha provocato enorme sgomento. È già terribile uccidere un altro essere per nutrirsi, non è giustificato, ma talvolta ne abbiamo bisogno. Mi chiedo che bellezza si può cercare o ostentare con un "abbigliamento" del genere.


15:31



Pensieri nel vento 0 commenti

La prima regola per controllare l'uomo è la paura.  Lo sa bene la chiesa che ne ha fondato un impero, lo sa ancora meglio ogni stato che ha schiavizzato e meccanizzato ogni essere.


21:43



Pensieri nel vento 1commenti

Gli dei scagliano luppolo su gli uomini infelici
L'amarezza della vita ritrovata in un bicchiere


21:39



Pensieri nel vento 0 commenti

Incomprensione. Empatia mancante e rabbia che vorrebbe vetro tra le mani e poi uno stringere forte forte. Sangue a colare tra le dita e riempire gli occhi di un solo colore.


21:45



Pensieri nel vento 0 commenti

Il volto spaccato da lacrime, Re dell'egoismo si muove intorno a me senza toccarmi. Ho le ossa di polvere sotto fardelli quotidiani che non vogliono essere condivisi.
Il sonno si avvicina ma non posso fornirgli abbastanza nettare per farlo albergare in me per pochi istanti. Non mi è concessa libertà alcuna. Non posso leggere, non posso riposare.
Il Re dell'egoismo non presta neppure attenzione, ha occhi solo per vedere le azioni che comportano riduzione di energia delle sue esclusive attività.
La stanchezza si tramuta, l'arteria irosa si libera dopo una lunga chiusura. Scivola il sangue sulla parete di candido silenzio. Incomprensibile candore fecale.
Con mani infelici provo a raccogliere il fluido, rosso sfugge fra le dita.
Brandelli farei di ogni cosa intorno, sentire rumore per coprire silenzi.
Un feto abbandonato tra strade di assurda calma estiva. Una scarpa rotta impedisce un itinerario indeciso.
Solitudine estrema.
Tornare nell'alcova e desidermi morta.
Perle nere rotolano dagli angoli, accarezzano il viso come acidi. Domattina il volto sarà trasformato dai solchi, occhi non vedranno se non la propria stanchezza ed un riposo rubato da singhiozzi notturni.

Ametista
14/7/2015


00:21



Pensieri nel vento 0 commenti

Il volto spaccato da lacrime, Re dell'egoismo si muove intorno a me senza toccarmi. Ho le ossa di polvere sotto fardelli quotidiani che non vogliono essere condivisi.
Il sonno si avvicina ma non posso fornirgli abbastanza nettare per farlo albergare in me per pochi istanti. Non mi è concessa libertà alcuna. Non posso leggere, non posso riposare.
Il Re dell'egoismo non presta neppure attenzione, ha occhi solo per vedere le azioni che comportano riduzione di energia delle sue esclusive attività.
La stanchezza si tramuta, l'arteria irosa si libera dopo una lunga chiusura. Scivola il sangue sulla parete di candido silenzio. Incomprensibile candore fecale.
Con mani infelici provo a raccogliere il fluido, rosso sfugge fra le dita.
Brandelli farei di ogni cosa intorno, sentire rumore per coprire silenzi.
Un feto abbandonato tra strade di assurda calma estiva. Una scarpa rotta impedisce un itinerario indeciso.
Solitudine estrema.
Tornare nell'alcova e desidermi morta.
Perle nere rotolano dagli angoli, accarezzano il viso come acidi. Domattina il volto sarà trasformato dai solchi, occhi non vedranno se non la propria secchezza ed un riposo rubato da singhiozzi notturni.

Ametista
14/7/2015


00:21



My poetries, Pensieri nel vento 0 commenti

16 Aprile 2015

Meretrici del lavoro
Corpi vuoti replicanti si muovono
Verso pseudo retribuzioni
La testa riversa nel nulla ogni pensiero creativo
Sterilizzazione mentale, altro non è il lavoro di oggi
Esseri incapaci ad articolare parole della lingua universale
Si esprimono in grugniti linguistici
Salendo le scale della carriera




19:06



Pensieri nel vento 1commenti

La tristezza dell'immobilità mentale
Ha partorito  una senescenza indesiderata


18:19



My poetries, Pensieri nel vento 0 commenti

Rabbia indigesta si tramuta in marcio sconforto
L'incapacità di render valido un valore
La capacità di flettersi più di un fuscello al passaggio del vento
Sono spezzata dentro
Rotta da sassi lanciati sulle ossa


16:18



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    Ametista
    Silenziofila, misofoba, eccessivamente selettiva, solitaria, paranoica, perfezionista. Amo: i libri, il suono fragile del violino, la notte, il suono delle parole greche, Egon Schiele, l'erotismo, le spine iliache sporgenti, le foto in bianco e nero. Odio: le leggi, le etichette sociali, le persone irose, la televisione, invecchiare.
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