mi sono innamorata di me
e dei miei tormenti.
ho perso le mie sembianze.
Come sei nudo, amore,
nudo e senza difesa:
io sono la vera cetra
che ti colpisce nel petto
e ti dà larga resa.
Alda Merini - Vuoto d'amore
"Tutto era così casuale. Mi ero innamorata di Mario, da ragazza, ma avrei potuto innamorarmi di chiunque altro, un corpo a cui finiamo per attribuire chissà quali significati. Un lungo brano di vita insieme, pensi che sia l'unico uomo con cui puoi stare bene, gli attribuisci chissà quali virtù risolutive, e invece è solo una canna che emette suoni di falsità, non sai chi è davvero, non lo sa nemmeno lui. Siamo occasioni. Consumiamo e perdiamo la vita perché un tale in tempi lontani, per voglia di scaricarci dentro il cazzo, è stato gentile, ci ha eletto tra le donne. Scambiamo per chissà quale cortesia rivolta solo a noi il banale desiderio di fottere. Amiamo la sua voglia di chiavare, ne siamo così abbagliate da pensare che sia la voglia di chiavare proprio con noi, soltanto con noi. Oh sì, lui che è così speciale e che ci ha riconosciute per speciali. Le diamo un nome, a quella voglia del cazzo, la personalizziamo, la chiamiamo amore mio. Al diavolo tutto, che abbaglio, che infondata vellicazione. Come una volta ha fottuto con me ora fotte con un'altra, cosa pretendo? Il tempo passa, una va, un'altra viene. Feci per ingoiare un po' di pillole, volevo dormire sdraiata sul fondo più buio di me stessa."
I giorni dell'abbandono - Elena Ferrante
Se la febbre è repressione emotiva, la mia difficilmente andrà via.
Ho soffocato la rabbia feroce con piume di sangue, togliendo la voce a parole di vetro. Non c'erano lacrime che potessero sgorgare dagli occhi infranti, stanchi di guardare. Senza un organo vitale mi sono sollevata dalla vita cementificata.
Non cammino, vago delirante e nauseata tra la gente.
Odio e recito.
Al buio, col tatto, sento le pietre incastrate sul viso. Si illumina di morte. E' la maschera più pesante che abbia mai indossato. Inamovibile radica sul viso lacerato.






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