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Primavera nera
Io sono lo spazio nero in cui irrompono le gemme con angoscia - Henry Miller -
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Heart, Pensieri nel vento 0 commenti

Avrei potuto scommettere un organo vitale, addirittura tutti.
Le mie percezioni sono infallibili.
Vorrei poter sentire te con tale intensità,
captare ogni pensiero anche quando taci.
Stanotte è proprio l'unicità delle cose a rendermi infelice,
il mancato sentire tra noi.


02:27



Pensieri nel vento 0 commenti

L'angoscia di un sogno. Un passato indelebile parallelo fiancheggia chi non dovrebbe. E' un costante paragone, il loop di vecchie immagini, il tormento famelico. Era solo un sogno direbbero.
Era denso di paura, di un'ansia che mi accompagna ancora da giorni; come se uscendo di casa potessi trovarlo dinnanzi a me proprio come nel mondo onirico in cui qualche notte fa mi ha cercata. Si annunciano nei miei sogni inquieti arrivi. Proprio come lo scorso anno che sognai il mare fra le case del paese, il suo ritirarsi, il senso incolmabile di vuoto, al risveglio il bisogno di catarsi, di rinascita. Quella sera la tua presenza tra la gente.
Non c'è più posto, neppure tra gli spazi neri della notte.
Ti ho estirpato dalla mente come si farebbe con un'infestante che sottrae nutrimento alle coltivazioni.
Il posto nella testa adesso è per qualcun altro.


12:24



Books, Letteratura 0 commenti

"Esiste un’infinità di modi per suicidarsi senza morire-morire"

"Forse la gente deve soffrire davvero prima di arrischiarsi a fare ciò che ama"


Diary - Chuck Palahniuk


21:51



Books, Letteratura 0 commenti

"Andavo di fantasia e di ricordi, è quello che ti rimane da fare, alle volte, per salvarti, non c’è più nient’altro. Un trucco da poveri, ma funziona sempre."

Novecento - Alessandro Baricco


09:50



Books, Letteratura 0 commenti

"Lilith era sempre sola nelle sue tempeste, nelle sue furie, nei suoi sconvolgimenti emotivi, ai quali lui non partecipava.
Probabilmente questi sfoghi simboleggiavano la tensione che non si scaricava tra loro sessualmente. Il marito rifiutava le sue sfide violente, le sue ostilità primitive. Si rifiutava di scendere con lei in questa arena emotiva e di accontentare il suo bisogno di gelosia, di paure, di battaglie.
Forse, se avesse accettato le sue sfide e si fosse prestato di più ai suoi giochi, la moglie avrebbe sentito la sua presenza con maggior impatto fisico. Ma il marito di Lilith non conosceva i preludi al desiderio sessuale, non conosceva nessuno degli stimolanti che certe nature selvagge richiedono, e così, invece di assecondarla, non appena la vedeva con i capelli elettrici, il viso più vivace, gli occhi come fulmini, il corpo inquieto e scattante come quello di un cavallo da corsa, si ritirava dietro a una parete di comprensione oggettiva, a una gentile accettazione ironica di lei, come uno che guarda un animale allo zoo, e sorride ai suoi giochi, ma non riesce a condividerne l'umore. E questo lasciava Lilith in uno stato di isolamento; davvero come un animale selvaggio in un deserto."

Il Delta di Venere - Anais Nin


14:54



Books, Letteratura 0 commenti

"Poi Matilde volle sapere che aspetto aveva quando Martinez le diceva di girarsi. Si sdraiò sul fianco sinistro offrendo il culo allo specchio. Ora poteva vedere il suo sesso da un'altra prospettiva. Si mosse come si muoveva per Martinez. Vide la sua mano apparire sulla collinetta formata dalle natiche, che prese ad accarezzare. L'altra mano si spostò tra le gambe e comparve nello specchio da  dietro. Questa mano le accarezzava il sesso avanti e indietro. Poi ebbe inserito un indice e Matilde incominciò a strofinarvisi contro. Ora era in preda al desiderio di essere presa da entrambe le parti, e affrontò l'altro indice nel buco tra le natiche. Ora, spostandosi in avanti, sentiva il dito nella vagina, e sporgendosi indietro, sentiva l'altro dito, come le capitava a volte quando Martinez e un amico la accarezzavano insieme. L'avvicinarsi dell'orgasmo la eccitò ed i suoi gesti divennero convulsi, gesti che volevano staccare l'ultimo frutto da un ramo, tirando e strappando per far precipitare tutto in un orgasmo selvaggio, che venne mentre si guardava allo specchio, vedendo le sue mani muoversi, il miele brillare, tutto il sesso e il culo umidi di un umore lucente tra le gambe."

...tratto da Matilde (Il delta di Venere - Anais Nin)


20:04



Heart, Pensieri nel vento 0 commenti

Nei discorsi chiusi tra le pareti della testa, quando si parla di te, c'è sempre un prima ed un dopo. Una lama ha scisso un percorso che avrei voluto tutto nostro, una strada da cui potessimo ammirare ogni colore. Invece una patina grigia ha occultato la bellezza che spettava ai miei occhi. Ho smesso di vedere ciò che prima consideravo nostro. Niente ci appartiene, siamo due esseri non legati. Ciò che è tuo non può esser mio. Non mi riferisco a cose ma a emozioni, a vorticose vibrazioni che si sentono sulla pelle, rare; ma una volta sentite diventi consapevole di cosa sia la gioia. La vera Gioia.
Non riesco a sentirti, è spesso il vetro che separa la mia anima afflitta dalla tua. Gemiti e respiri sfocano il corpo che mette in mostra la danza della donna animale.
Sono eccitata. Desidero strofinarmi su tutto il candore della carne tua, ed alla fine farmi riempire con il seme del disprezzo.
Amore, parola maledetta.
Amore, parola internamente cava da quando è detta lontana dal nostro prima.
Amore mi chiami tra i gemiti e i mugolii.
Amore mi chiami sconoscendomi.
Stanotte dormirei accanto a te, osservandomi nello specchio il volto abbruttito, trasformato in quello di una puttana dal trucco esagerato. Ma il mio è invisibile agli occhi altrui, solo io posso vedere il tormento del mio riflesso.
Dentro la carne custodisco magma, il gelo di parole invisibili pietrificano irreversibilmente la mia forza.
Mi barrico dietro l'orgoglio, dietro la stanchezza di chi troppo ha corso per raggiungere una meta che si allontana.
Lentamente scivolo nel sonno, insieme a queste mani che dolci mi cullano.

2 Luglio 2011 – h 1.08


19:53



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    Silenziofila, misofoba, eccessivamente selettiva, solitaria, paranoica, perfezionista. Amo: i libri, il suono fragile del violino, la notte, il suono delle parole greche, Egon Schiele, l'erotismo, le spine iliache sporgenti, le foto in bianco e nero. Odio: le leggi, le etichette sociali, le persone irose, la televisione, invecchiare.
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