Gli occhi si perdono nella vastità
Curiosi
Trovano riposo tra i riflessi sull'acqua
Quando il sole si spegne
Dietro splendidi orizzonti
Sono un oca ingozzata di denaro
Con i piedi inchiodata al suolo
Vomito frasi ferree per rigurgitare sul capitalismo estremo
Padroni con meretici,
Mille volte puttana per un viso donato
Sporco
Registro le vibrazioni su corde vocali
Ripetizioni infinite per umiliazioni quotidiane
Tu che schiava rifuggi da ingranaggi
Schiacciata muori
Con un cuore donato da amore vuoto
Quotidiano
16 Aprile 2015
Rabbia indigesta si tramuta in marcio sconforto
L'incapacità di render valido un valore
La capacità di flettersi più di un fuscello al passaggio del vento
Sono spezzata dentro
Rotta da sassi lanciati sulle ossa
Le parole sono pietre possenti
Sprofondano opprimendo la carne
Spremendo dal cuore un succo dolce di morte
Le parole sono lame
Denudato il corpo si riempie di decori
Tu osservi il sangue dalle linee sgorgare
Solo quando il corpo cade esangue il dolore ti tocca
A terra voglio stare giacente
A terra abbracciami sangue
3 Dicembre 2013
Necessito di bisturi linguistici e fotografici
Liberare il corpo da muschi e licheni
Sezionarlo in frammenti uccidendo l'unità irreale
Lo scheletro, unico adamantino sostegno
Rifiorisce nella morte
Si adorna con fiori dalle enormi corolle
Lo avviluppano docili cauli
Su di esso innumerevoli larve schiudenti
Lasceranno cadere polvere di oro al battere di future ali
Lascio Catania alle spalle
Trovo un cielo grigio e compatto ad abbracciarmi
Una sacca di lacrime si schianta sul petto
Si fracassa lasciando rotolare ogni goccia di amara lontananza
Scorre la mano sul ricordo di un'impronta dentaria
La pelle serba ricordi temporanei
Lascia scaglie di pelle adagiarsi nella mente
In attesa di futuri marchi di possessione
Il rivelarsi del corpo ha aperto un guscio di dolore
Ogni muscolo teso è il risultato di una nausea che avanza
Riempie il torace, appesantisce polmoni
Sommergendomi con una coltre triste
Un pezzo di vita sgretolata
Sentire il nulla che tra le mani viene stretto
Sul ciglio della strada il vuoto mi abbraccia
Incurante dell'arrivo di pioggie incessanti o abbacinanti albe
Compongo numeri per non amare il tepore del nulla
Allontanarmi dall'incuranza che mi alletta
11 Ottobre 2012
Abbracci di pelli nude tra camere in cui scorrono corpi sempre diversi
Tu a togliermi il sonno con baci, rapirmi a mattine assonnate con ardenti desideri
Le arcate dentarie sulla pelle sono fiori impressi, decori bidimensionali
L'utero iperattivo riversa succo per farmi divenire una futura madre isterica
Causa infelici incontri lungamente attesi
Nego ematiche liberazioni mensili, verso la magrezza corro per fuggire da femminilià materiali
Il controllo è un'ossessione vitale, attraverso domini fisici-mentali infrango insicurezze esistenziali
Lo sperma trattenuto per l'orgoglio di possessioni negate, per la colpevolezza di un'imene che lentamente si trafigge sulla rigidità carnale
La sciarpa intorno al collo è la redine con cui possiedi, stringi forte e doni piaceri carotidei
Infliggi colpi laceranti all'ano
La voce trapassa le pareti, si adagia sulle coperte di sconosciuti viaggiatori
Lacrime purpuree stilla per la tua assenza.
Ho un letto senza te,
Qui, in questa terra sperduta, fatta di parole urlate e gente dal cuore caldo caldo
La mente attua una fuga con il corpo
Blocca situazioni riversando paure
Ora la paura più grande è degli altri.
La carne diviene strumento, interruttore.
Frequente breve angosciante respiro
L'aria trapassa con fitte
Il diaframma è pesante e contorto
Colonie di formiche percorrono mani e viso incessantemente
Lo stomaco tenta di risalire l'esofago
Per lasciare una cavità d'angoscia
Lentamente tutto svanisce
Il sangue torna lento a scorrere
Il corpo un brandello stremato
Un chiodo a trafigger l'emisfero sinistro
Sul viso lacrime dolci
22 Novembre 2011
Finalmente sento le parole salire
Disgregarsi da coaguli informi e statici
Il cardias è l'occhio che lacrima angosce
Feti viscidi di parole inarticolate
Frammenti ossei di paranoie.
Liquido plumbeo scivola lungo la schiena
Tutto si mescola nella bocca
Per riversarsi tra le mani
Essere visto con distaccato amore
I quadri di Schiele sono specchi
In cui vedere le acrobazie del corpo
Esibizioni.
Il pudore è un grumo di sangue slavato
La carne una colpa incancellabile
Da assottigliare con astinenze spermatiche
Da ferire con denti umani
L'Essenza si ritrae
Minuscola
Ammutolita
Prova rancore per il corpo in mostra
Etereo vorrebbe che fosse
6 Settembre 2011
Raschiano carne le costole
Sono il promemria di un tormento
Prego ogni notte affinchè squarcino la materialità che riveste
Stretto è il varco tra la gola per vomitare il cuore
Si dilata nella danza ritmica e agognante
Soffoco
Incapace di esocitosi vitali
Un foro
Da cui possa sgorgare tra lo strisciante flusso ematico
Solo un foro chiedo
Non sbaglia mai questa pelle
Sente colori cancerosi grattare
E' un vulcano di leucociti morti l'anima;
Vorrebbe battiti di ciglia a fendere occhi di marmo
Rompere l'opaca e falsa stasi
22 Marzo 2011
Neri esseri immateriali accarezzano capelli
Sussurrano parole infette
Leccando il padiglione
Lasciano scivolare gocce di parole
Dense si srotolano.
Occhi amianto urlano
Gelidi risvegli notturni
Lenzuola a brandelli
Pensieri d’acciaio
Si allontanano sotto piogge pesanti.
C’è un’anima imbevuta di sangue cullata da parole catartiche
Denudata del suo più pesante costume
Lascia la mano danzare tra fradicia carne
Carne e pelle, petali e sepali
Cessano di esistere quando esplode
L’irruente energia
Indifesa ti lascio udire respiri ansanti
Gioisco dei tuoi sorrisi
Del caldo seme per me.
3 Marzo 2011
Lavami
Asporta lo squallore della cenere bagnata dalle lacrime
Stringi la mia magrezza fragile
Fondi la tua energia con la mia
Scorticami
Sanguinante baciami
Scalda il fluido ematico che stenta a scorrere
Le gambe stanche cedono
Troppo tempo trascorso in piedi
A guardare una meta che non esiste
Occhi brucianti traggono lenimento dal tocco delle tue labbra
Sei tu la mia resurrezione

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