Abbracci di pelli nude tra camere in cui scorrono corpi sempre diversi
Tu a togliermi il sonno con baci, rapirmi a mattine assonnate con ardenti desideri
Le arcate dentarie sulla pelle sono fiori impressi, decori bidimensionali
L'utero iperattivo riversa succo per farmi divenire una futura madre isterica
Causa infelici incontri lungamente attesi
Nego ematiche liberazioni mensili, verso la magrezza corro per fuggire da femminilià materiali
Il controllo è un'ossessione vitale, attraverso domini fisici-mentali infrango insicurezze esistenziali
Lo sperma trattenuto per l'orgoglio di possessioni negate, per la colpevolezza di un'imene che lentamente si trafigge sulla rigidità carnale
La sciarpa intorno al collo è la redine con cui possiedi, stringi forte e doni piaceri carotidei
Infliggi colpi laceranti all'ano
La voce trapassa le pareti, si adagia sulle coperte di sconosciuti viaggiatori
Lacrime purpuree stilla per la tua assenza.
Ho un letto senza te,
Qui, in questa terra sperduta, fatta di parole urlate e gente dal cuore caldo caldo
13:54
La sessualità fisica sta all’erotismo come il cervello al pensiero
L’erotismo - Georges Bataille
10:15
Una volta, d'estate, durante una pausa del lavoro nel campo dietro agli alloggiamenti, osservai il modo con cui un'ape visitava un piccolo crisantemo giallo. Venne ronzando con le sue ali dorate nella luce piena, scelse un crisantemo tra i tanti, e parve che immobile vi si sospendesse innanzi, nell'aria.
Mi sforzai di guardare con gli occhi dell'ape. I petali aperti del crisantemo erano impeccabili, perfetti. Il fiore era bello come un piccolo Padiglione d'oro: sì, era bello quanto il Padiglione ma mai ne avrebbe potuto assumere l'aspetto, sarebbe sempre rimasto soltanto un crisantemo d'estate. Sì, sarebbe ineluttabilmente rimasto un crisantemo, un'"entità" floreale, una singola forma priva di qualsiasi suggestione metafisica. Ma obbedendo alla legge dell'esistenza, il crisantemo esercitava un continuo ed efficace richiamo, e costituiva per l'ape un oggetto adeguato di desiderio. Che mistero si nascondeva palpitante sotto l'oggetto di quel desiderio informe, volubile, volatile, fluido!
A poco a poco la sua forma si andò dissipando, parve frantumarsi, vibrò. Ed era assolutamente giusto così, giacché era una forma creata per il desiderio dell'ape, e la sua bellezza era sbocciata in previsione di quel desiderio, e proprio in quel supremo attimo interamente risplendeva la sua ragion d'essere. La forma è in sé lo stampo della vita eternamente fluente senza forma; e, al tempo stesso, l'informe vita che vaga nello spazio è lo stampo d'ogni forma esistente... L'ape s'addentrò profondamente nel fiore, sempre più giù, più giù, finché, cosparsa di polline, s'immerse nell'ebbrezza. Il crisantemo che consenziente s'era offerto a quell'atto d'amore, sembrò mutarsi interamente a sua volta e parve esso una gialla ape rivestita d'una stravagante armatura di petali; lo vidi scuotersi con violenza come se da un istante all'altro dovesse distaccarsi dallo stelo e librarsi a volo.
Rimasi stordito da quel connubio consumato in piena luce. E poi, quando finalmente cessai di guardare con gli occhi dell'ape e cercai di recuperare i miei, ebbi la sensazione che fossero adesso non più i miei occhi, ma quelli del Padiglione d'oro.
Proprio così. Appena feci per tornare ai miei occhi e riprendere contatto con la vita, gli occhi non furono più i miei occhi. E fu esattamente in quell'attimo che il Padiglione d'oro si levò come un sipario tra me e la vita.
Yukio Mishima - Il Padiglione D'oro
17:25
"La somiglianza è come una dolce sensazione, basterebbe somigliarsi per credere che esistano la comprensione, i pensieri che si trasmettono senza parole, la fiducia reciproca".
Ali - Mishima
16:38
Ti assilla un seno di vergine,
poeta nero,
poeta inacidito, mentre la vita bolle
e la città arde,
e il cielo si riassorbe in pioggia,
e la tua penna graffia al cuore della vita.
Foresta, foresta brulicante d’occhi
sui pinoli disseminati;
chiome di bufera, i poeti
inforcano cavalli e cani.
Gli occhi si infuriano, le lingue girano
il cielo fluisce nelle narici
come un latte nutriente e azzurro;
io sono appeso alle vostre bocche
donne, aspri cuori di aceto.
Poesie della crudeltà - Antonin Artaud
13:18
"Era così bellissima vicina, le labbra appena aperte. Mi commuovono quelle di una donna, nude quando si accostano a baciare, si spogliano di tutto, dalle parole in giù."
I pesci non chiudono gli occhi - Erri De Luca
20:49
Prima di incontrare No, credevo che la violenza fosse nelle urla, nelle botte, nella guerra e nel sangue. Adesso so che la violenza è anche nel silenzio, e qualche volta è invisibile a occhio nudo. La violenza è il tempo che risana le ferite, la sequenza irriducibile dei giorni, l'impossibile ritorno indietro. La violenza è quello che ci sfugge, che tace, che non si manifesta, la violenza è ciò che non ha spiegazione, che resterà opaco per sempre.
Gli effetti secondari dei sogni - Delphin De Vigan
11:36
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