Ritorno a dimenticarmi.
Le parole sono pietre possenti
Sprofondano opprimendo la carne
Spremendo dal cuore un succo dolce di morte
Le parole sono lame
Denudato il corpo si riempie di decori
Tu osservi il sangue dalle linee sgorgare
Solo quando il corpo cade esangue il dolore ti tocca
A terra voglio stare giacente
A terra abbracciami sangue
3 Dicembre 2013
Capita a volte che il desiderio di morire torna prepotente perché insostenibili presenze inquinano l'animo irreparabilmente.
Gioisco al pensiero di una vasca calda in cui cullare le membra, diffondere il sangue mai più inquieto.
10 Novembre 2013
Un'elemento costante mette in testa una sola ipotesi.
Avrei preferito domande dirette, avrei risposto perché sono una persona aperta, non ho mai negato la parola a nessuno. Ho solo deciso per me, anziché vacillare nelle attese del futuro nulla. Quel che ho compreso dopo è tutt'altra storia.
Ora l'accorgermi di intromissioni sottili provoca un enorme fastidio e una delusione altrettanto vasta.
Necessito di bisturi linguistici e fotografici
Liberare il corpo da muschi e licheni
Sezionarlo in frammenti uccidendo l'unità irreale
Lo scheletro, unico adamantino sostegno
Rifiorisce nella morte
Si adorna con fiori dalle enormi corolle
Lo avviluppano docili cauli
Su di esso innumerevoli larve schiudenti
Lasceranno cadere polvere di oro al battere di future ali

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